Ri-usi@mo, il Festival dello Sviluppo Sostenibile si conclude a Caltanissetta: circa 6.000 famiglie coinvolte
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25/05/2026 | lorenzotiezzi
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Ri-usi@mo, il Festival dello Sviluppo Sostenibile si conclude a Caltanissetta: circa 6.000 famiglie coinvolte tra riuso, solidarietà e comunità
Si è conclusa anche a Caltanissetta l'edizione 2026 del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS e tra le iniziative che hanno coinvolto il territorio si è distinto Ri-usi@mo e Ri-Giochi@mo, i progetto promossi da uno@uno insieme alla Croce Rossa Italiana e al Comune di Caltanissetta.
Un'esperienza che, attraverso scuole, famiglie, attività educative, contenuti editoriali e divulgazione digitale, ha raggiunto circa 6.000 famiglie, trasformando il concetto del riuso in un momento di riflessione collettiva sul valore degli oggetti, delle relazioni e della sostenibilità.
Guarda il video su YouTube https://youtu.be/1XPbaDs5WC4
Non una semplice raccolta di piccoli elettrodomestici e oggetti funzionanti, ma un percorso culturale che ha voluto rilanciare un messaggio preciso: prima di buttare, proviamo a riutilizzare.
Durante il Festival studenti, volontari, istituzioni e cittadini sono stati coinvolti in incontri, momenti di confronto e attività divulgative dedicate al recupero e alla seconda vita degli oggetti ancora utilizzabili, con l'obiettivo di rafforzare una nuova sensibilità ambientale e sociale.
«Non abbiamo raccolto rifiuti — spiega Giuseppe Cannavò, project manager di Ri-usi@mo — ma abbiamo cercato di seminare una nuova idea di comunità. Riutilizzare significa ridurre sprechi, aiutare chi è in difficoltà e soprattutto recuperare il valore delle cose prima ancora che diventino scarti.»
Si è conclusa anche a Caltanissetta l'edizione 2026 del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS e tra le iniziative che hanno coinvolto il territorio si è distinto Ri-usi@mo e Ri-Giochi@mo, i progetto promossi da uno@uno insieme alla Croce Rossa Italiana e al Comune di Caltanissetta.
Un'esperienza che, attraverso scuole, famiglie, attività educative, contenuti editoriali e divulgazione digitale, ha raggiunto circa 6.000 famiglie, trasformando il concetto del riuso in un momento di riflessione collettiva sul valore degli oggetti, delle relazioni e della sostenibilità.
Guarda il video su YouTube https://youtu.be/1XPbaDs5WC4
Non una semplice raccolta di piccoli elettrodomestici e oggetti funzionanti, ma un percorso culturale che ha voluto rilanciare un messaggio preciso: prima di buttare, proviamo a riutilizzare.
Durante il Festival studenti, volontari, istituzioni e cittadini sono stati coinvolti in incontri, momenti di confronto e attività divulgative dedicate al recupero e alla seconda vita degli oggetti ancora utilizzabili, con l'obiettivo di rafforzare una nuova sensibilità ambientale e sociale.
«Non abbiamo raccolto rifiuti — spiega Giuseppe Cannavò, project manager di Ri-usi@mo — ma abbiamo cercato di seminare una nuova idea di comunità. Riutilizzare significa ridurre sprechi, aiutare chi è in difficoltà e soprattutto recuperare il valore delle cose prima ancora che diventino scarti.»
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